La vera pizza si fa così!!
Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
Quante pizze avete mangiato nella vostra vita? Croccante, con la mozzarella che si allunga per kilometri prima di staccarsi definitivamente, nè troppo alta nè troppo bassa che ti arriva ancora fumante nel piatto?!
Grazie al marchio S.t.g. (specialità tradizionale garantita) sarà finalmente possibile distinguere la vera pizza napoletana dalle “volgari” imitazoni!
Per il riconoscimento del marchio, i parametri da rispettare sono rigidissimi: 20 minuti per l’impasto, due ore di lievitazione, peso dei panetti per le singole pizze tra i 180 e i 250 grammi, spessore per il disco di pasta steso di 0.3 mm al centro e di 1-2 cm sul bordo (il cosiddetto ‘cornicione’) per un diametro non superiore ai 35 cm. Quanto al condimento, vengono menzionati 80 g di pomodori pelati frantumati, spalmati sull’impasto con delicato movimento a spirale a partire dall’interno. Quindi la cottura: in forno obbligatoriamente a legna, in cui si raggiunge una temperatura massima di 485 gradi, e va consumata fumante, pena la perdita del marchio. Specificate addirittura le calorie: 149.47 ogni 100 g di marinara, 188.04 per la stessa quantità di margherita.
Posso solo aggiungere: era ora che si dessero delle regole al prodotto che ci caratterizza nel mondo, ho fame e…chi mi invita fuori per una bella margherita?!
Anna!
Conquista con una frase: L’amore è come il morbillo: dobbiamo passarci tutti!
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La maga dei fornelli in questione è la mamma della Alis che in simpatia chiameremo Mamma Katia! Donna in carriera, che non disdegna di impastare la pizza alle 7 di sera per far felici i suoi pargoli un poco cresciuti, ha gentilmente accettato di “svelarci”qualche sua ricetta…chissà che non diventiamo anche noi degli Chef da primo premio!
L’atmosfera carnevalesca si è fatta strada in una soleggiata domenica di fine gennaio, bellamente adagiata su un vassoio, ricoperta da una sploverata di zucchero a velo, guarinata con goccie di cioccolato e riempita con deliziosa crema pasticcera! Inutile dire che una chiacchiera tira una frittella che chiama un’altra chiacchiera e in men che non si dica ci siamo spazzolati un intero vassoio di leccornie.